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La zingara rapitrice: un mito in corto circuito

Sette giorni fra media e razzismo / 13 - A Prato il solito tentato sequestro da parte di un rom, in Campania il vero sequestro di un neonato ma di una non rom: e ora come la mettiamo? Intanto i nostri tg ignorano le preoccupazioni economiche e parlano di criminalità: una ricerca europea
8 giugno 2010 - l. g.

5 giugno - Sicurezza?

L'Osservatorio europeo sulla sicurezza, creato dalla società di ricerche Demos, dalla Fondazione Unipolis e dall'Osservatorio di Pavia, ha presentato a Trento il suo primo report su "Rappresentazione mediatica e percezione sociale". L'indagine si è concentrata sui principali telegiornali di alcuni paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna) alfine di rilevare la presenza di notizie "ansiogene" riguardanti la sicurezza, intesa in senso ampio, includendo sia la incolumità personale (le notizie sulla criminalità), sia le proprie condizioni di vita e di lavoro (le notizie sulla crisi e il timore collegato di perdere lavoro e risparmi), sia altre fattispecie come il terrorismo, gli incidenti stradali e così via.

Questi rilevamenti sono stati confrontati con un sodaggio europeo, diviso per paesei, sulle preoccupazioni espresse dai cittadini. Ebbene, risulta che in tutta Europa (Italia compresa), le preoccupazioni maggiori riguardino l'area economia-lavoro-prezzi, il che si riflette sulle notizie riportate dai tg (in Spagna, per dire, il 40% delle notzie "ansiogene" riguardano la crisi economica). L'Italia è l'unico paese nel quale le notizie "ansiogene" di natura economica (il 4% delle notizie definite "ansiogene") sono sopravanzate da quelle relative alla criminalità; come sappiamo da una precedente ricerca di Demos-Fondazione Unipolis-Osservatorio di Pavia la preferenza dei tg per le notizie di criminalità non ha un corrispettivo nel reale andamento della criminalità (crescono le notizie, senza che aumenti la criminalità). Il quadro è completo. Nell'allegato l'unico articolo comparso sui quotidiani, firmato dal solito Corrado Giustiniani per Il Fatto Quotidiano.

 

7 giugno - Chi rapisce i bambini?

Il mito della zingara rapitrice, che tanto affascina carabinieri, poliziotti e giornalisti, stavolta è entrato in corto circuito. La notizia del tentato rapimento di un bambino ad opera di una persona indicata come rom, stavolta viene da Prato. Lo schema anche stavolta è rispettato: il rapimento non va in porto (non risultano negli archivi casi di sequestri davvero realizzati); il "fatto" ha avuto un unico testimone (in questo caso un vicino di casa); le forze dell'ordine confermano (per quanto faccia capolino qualche dubbio, forse era solo un tentativo di furto, stando alle parole di un agente riportate da uno dei quotidiani che hanno dato spazio alla notizia).

Il mito fa corto circuito perché nella stessa giornata i tg della sera e del giorno dopo (quattro servizi sul tema contati al Tg2 delle 13) e i quotidiani mettono in prima pagina la notizia - questa vera - del sequestro di un neonato eseguito a Nocera Inferiore e durato alcune ore. L'autrice non è una donna rom, bensì un'italianissima infermiera. Scommettiamo che leggeremo ancora, in futuro, di zingare rapitrici, e mai di italiane o campane o infermiere rapitrici? Un giorno capiremo qual è l'origine del rifiuto di carabinieri, poliziotti e giornalisti per le conoscenze storiche e giudiziarie acquisite sul mito della zingara rapitrice. Repubblica Firenze, Il Giornale della Toscana, Il Firenze, L'Unità Toscana, Il Tirreno, La Nazione hanno pubblicato con notevole rilievo la "notizia" di Prato, con articoli assai simili fra loro, più o meno romanzando i pochi dettagli resi noti, ma nessuno ha pensato di fare riferimento al mito della zingara rapitrice, che potrebbe avere influenzato il testimone, oltre che gli altri soggetti della "filiera" informativa (forze dell'ordine e media). Forse i giornalisti ne ignorano l'esistenza?

L'Ordine dovrebbe inviare in tutte le redazioni almeno una copia del libro si Sabrina Tosi Cambini "La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze", giusto per non lasciare nulla di intentato. A polizia e carabinieri dovrà pensare qualcun altro.

 - SETTE GIORNI FRA MEDIA E RAZZISMO / 12

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