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Ecco i dati: l'immigrazione non porta più delinquenza

La ricerca di Caritas Migrantes e Redattore Sociale mostra l'inesistenza di un nesso che molti danno per scontato e altri ritengono di poter dimostrare. Un esame attento delle statistiche disponibili e delle ricerche condotte fin qui, attraverso una corretta correlazione di tutti gli elementi, evidenzia l'insussistenza sia di un legame fra immigrazione e criminalità, sia di un'effettiva emergenza criminalità. Un dossier che piacerà poco ai media conformisti, molto a chi preferisce disporre di elementi certi di giudizio
14 ottobre 2009

 Il documento che proponiamo in allegato è preziosissimo. E' una ricerca indipendente che indaga sulla criminalità degli immigrati, il tema che ha dominato e continua a dominare il discorso pubblico sui migranti.

Il mondo politico e i principali media, da molto tempo ormai, hanno accreditato la tesi che l'aumento dell'immigrazione ha condotto in Italia a su aumento della criminalità e che fra i due fenomeni - immigrazione e criminalità - vi è una relazione diretta.

immigrati e crimini nelle province italiane

Valutazioni del genere, anche se spesso a partire da dati non omogenei e trattati in modo diseguale, sono state via via sostenute da studiosi e centri di ricerca, trovando una grande eco mediatica. La ricerca condotta dall'équipe del Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes e dall'agenzia Redattore Sociale passa in rassegna tutti i princiapli "studi", mostrandone le frequenti contraddizioni e l'uso spesso parziale e incongruo delle statistiche giudiziarie, di cui si indicano finalmente tutti i limiti (basti dire che per determinare gli "indici di criminalità" degli stranieri è necessraio utilizzare solo i reati con autore noto, che sono appena un quarto del totale).

La conclusione del Rapporto è che "le statistiche disponibili, accortamente correlate, portano a superare l'idea di un più elevato tasso di criminalità (degli stranieri) rispetto agli italiani, smontando così il pregiudizio che li accredita come delinquenti".

Speriamo che molti giornalisti - e molti politici e amministratori pubblici - leggano questo rapporto e riflettano a fondo sulle valutazioni che contiene.

Allegati

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